https://musicadocta.unibo.it/issue/feed Musica Docta 2021-12-20T14:10:07+01:00 Giuseppina La Face giuseppina.laface@unibo.it Open Journal Systems <strong>Musica Docta – ISSN 2039-9715</strong> è una rivista digitale <em>peer reviewed</em> ad accesso aperto, nata nel 2010 nell’alveo del <em>SagGEM</em> (Gruppo per l’Educazione Musicale del «Saggiatore musicale»). La rivista ospita studi di àmbito pedagogico e didattico-musicale. La denominazione <em>Musica docta</em> allude per un verso alla valorizzazione della musica d’arte (senza pregiudizio di altri generi e tradizioni musicali) e per l’altro alla sua trasmissione nell’esperienza didattica. https://musicadocta.unibo.it/article/view/13975 Il rischio di erodere le basi dei diritti umani 2021-12-08T18:04:32+01:00 Raffaele Romanelli musicadocta@unibo.it <p>Il contributo prende le mosse dal processo storico che ha condotto alla <em>Dichiarazione universale del diritti dell’uomo </em>dell’ONU (1948, ricalcata su quella del 1789) ed è proseguito con ’Dichiarazioni’ sempre più specifiche. Nel corso degli anni, con l’estendersi globale dell’ONU, i diritti proclamati nel 1948 sono sempre più apparsi come ’occidentali”’ più che ’universali’ e nuovi diritti sono stati reclamati dai paesi africani o asiatici, come i diritti riferiti alla famiglia o alla comunità anziché all’individuo. Nel frattempo, in Occidente l’espansione dei diritti originali a minoranze etniche, di genere o culturali è tornata a frammentare l’universalità dell’individuo soggetto di diritti. Individuato come bianco, maschio, eterosessuale, storicamente protagonista di dominio e subordinazione, il soggetto originale è sotto accusa. La ’cancel culture’ colpisce con ogni sorta di discriminazione e rimozione, perfino di iconoclastia, i protagonisti della cultura e della storia occidentale, fino a minare alle fondamenta i principii della stessa <em>Dichiarazione</em> del 1948 a cominciare da aspetti cruciali quali la centralità dell’individuo e della persona come titolare dei diritti umani. Il paradosso è che tale ’guerra culturale’ è mossa all’Occidente, non dall’esterno, come è altre volte accaduto nella storia, ma dal suo interno.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Raffaele Romanelli https://musicadocta.unibo.it/article/view/13976 La dimensione pedagogica della musica sacra in un patto educativo con liturgia e mistagogia 2021-12-08T18:17:42+01:00 Valerio Ciarocchi musicadocta@unibo.it <p>L’articolo evidenzia come musica sacra, liturgia e mistagogia, stabilendo un patto educativo ed operando in sinergica interdisciplinarità, possono favorire, tramite una corretta animazione liturgico-musicale, quella piena, consapevole ed attiva partecipazione di tutti i fedeli alla celebrazione liturgica, come auspicato dal Magistero.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Valerio Ciarocchi https://musicadocta.unibo.it/article/view/13977 Tocco e gesto nella tecnica pianistica, fra passato, presente e futuro 2021-12-08T18:29:08+01:00 Chiara Sintoni musicadocta@unibo.it <p>Sulla scorta della disamina di due volumi dedicati al pianoforte, entrambi usciti nel 2018 per i tipi di Wißner-Verlag di Augsburg, l’intervento si propone di ripercorrere la storia e lo sviluppo del pianoforte attraverso l’indagine del rapporto fra le diverse Scuole pianistiche, fra teoria e prassi, fra ‘conoscere’ e ‘fare’, la sua rielaborazione concettuale in rapporto alla didattica della tecnica pianistica, fra ricerca del suono e impiego della gestualità atta a produrre un determinato suono, fraseggio, colore. In quest’ottica, i volumi qui discussi apportano un contributo determinante e sotto molti aspetti innovativo, con particolare attenzione al timbro e alla sonorità, al concetto di ‘circolarità’ nell’esecuzione pianistica, al tocco e all’attacco del tasto, offrendo così al lettore nuovi e fruttuosi spunti di riflessione.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Chiara Sintoni https://musicadocta.unibo.it/article/view/13969 Zum aktuellen Stand der professionellen Musikausbildung in Russland 2021-12-08T16:26:24+01:00 Irina Susidko musicadocta@unibo.it Pavel Lucker musicadocta@unibo.it <p>L’articolo tratta l’educazione musicale professionale in Russia, le sue peculiarità e i suoi problemi. Anche se molti dei criteri stabiliti negli anni ’20 del Novecento sono ancora in vigore, il sistema dell’educazione musicale si trova oggi a un bivio tra tradizione e ricerca di nuove vie. Vengono presi in esame vari aspetti dell’educazione musicale russa: la continuità di tre livelli di istruzione come sistema statale, la formazione nei conservatori non solo per i musicisti, ma anche per i musicologi, il grande peso che il curricolo di studi assegna allee discipline volte a promuovere le competenze pratiche nel contrappunto, nell’armonia, nell’analisi delle forme musicali, nell’orchestrazione, nonché i metodi di insegnamento musicale, insieme con le discipline accademiche e il recente allargamento verso discipline che rispecchiano le esigenze della nuova realtà culturale (pubblicità ed editoria, moderne tecnologie dell’informazione, gestione dell’arte musicale, archivistica, ecc). L’articolo si sofferma inoltre sulla formazione professionale musicale russa nelle specializzazioni accademiche e non accademiche (strumenti popolari, etnomusicologia, canto folcloristico), sui materiali didattici e sul rapporto tra musica popolare e <em>pop</em> ’accademica’ dell’Europa occidentale e ’non accademica’. Particolare attenzione viene rivolta ai rapporti tra libertà e regolamentazione nell’organizzazione dell’educazione musicale russa nel XX secolo e nella situazione attuale.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Irina Susidko, Pavel Lucker https://musicadocta.unibo.it/article/view/13970 Adorno, la musica e la ‘Bildung’ 2021-12-08T16:47:09+01:00 Michela Garda musicadocta@unibo.it <p>L’articolo esamina l’impegno di Adorno nella formulazione di un concetto di cultura, che non risulti schiacciato tra i due poli della reificazione a bene culturale e a quello di merce. In questo ambito la pedagogia musicale si evidenzia come un compito cruciale per mettere alla prova la possibilità di un’educazione all’arte intesa come produzione di senso. Un confronto con le recenti critiche alla concezione dell’arte adorniana (Georgina Born, Tia De Nora, Antoine Hennion) conferma che la prospettiva adorniana, nonostante gli ovvi anacronismi, costituisce un’alternativa rispetto la tentazione di impiegare l’educazione musicale unicamente come strumento di inclusione sociale e di costruzione dell’identità individuale e di gruppo, e l’invocazione alla mera conservazione della cultura musicale del passato.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Michele Garda https://musicadocta.unibo.it/article/view/13971 Community Music: Perspectives on a New Model for Music Education and Social Change in Italy 2021-12-08T17:05:40+01:00 Johann van der Sandt musicadocta@unibo.it Antonella Coppi musicadocta@unibo.it <p>La Community Music (CM) costituisce uno degli orientamenti più innovativi della pratica pedagogico-musicale, frutto di necessità speciali, legate alla sfera educativa, al contesto sociale e culturale, al bisogno di inclusione, di integrazione e di cambiamento sociale. Seppur gli approcci siano molti ed assai differenziati a livello internazionale, tutti condividono quattro assunti di riferimento: comunità, contesto, partecipazione e pedagogia, che nel loro insieme delineano il quadro teorico di riferimento entro il quale aprire la discussione nel mondo e in Italia. Negli ultimi anni l’approccio alla CM ha subito una sostanziale diffusione, aprendosi all’aspetto della riflessione teorico-scientifica della ricerca e ad interconnessioni con altri saperi: anche la musicologia, che nel corso degli ultimi decenni ha rivolto sempre maggiore attenzione agli strumenti educativi e alle modalità di trasmissione delle conoscenze, guarda con interesse ai risultati conseguiti dalla Community Music nella prassi musicale d’insieme e nei suoi aspetti teorici. Nuovi modelli, fondati sulla narrazione, sulla co-creazione di esperienze espressive diversificate, si aprono alla implementazione di contesti educativi finalizzati a favorire anche la conoscenza storica e l’apprezzamento estetico.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Johann van der Sandt , Antonella Coppi https://musicadocta.unibo.it/article/view/13972 Dialogo sacro, monologo profano: sull’interazione nei primi drammi per musica, letti in chiave linguistica e didattica 2021-12-08T17:22:34+01:00 Fabio Rossi musicadocta@unibo.it <p>Le strutture linguistiche e drammaturgiche della <em>Rappresentazione di Anima et di Corpo</em> (Manni/Cavalieri, 1600) e del <em>Sant’Alessio</em> (Rospigliosi/Landi, 1629-1634) vengono analizzate in chiave pragmatica e testuale (interazione), anche in rapporto alla musica e al contesto storico-culturale. Le due opere sono confrontate con opere coeve (<em>Euridice</em> e <em>Orfeo</em>). Rispetto all’evidente tendenza al monologo nei melodrammi pastorali delle origini, le due opere sacre mostrano una spiccata inclinazione al dialogo e all’interazione con gli spettatori. Viene rilevato il notevole potenziale didattico del melodramma secentesco, non soltanto in ambito musicale, linguistico-letterario e storico, ma anche semiologico.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Fabio Rossi https://musicadocta.unibo.it/article/view/13973 ’Drammar’, uno strumento digitale per la didattica del teatro musicale 2021-12-08T17:48:25+01:00 Giacomo Albert musicadocta@unibo.it <p>L’articolo presenta un’applicazione informatica rivolta alla didattica del melodramma. L’applicazione si fonda su <em>Drammar</em>, un modello formale della teoria del dramma sviluppato presso il CIRMA dell’Università di Torino. Sulla base di questo è stato sviluppato uno strumento che permette l’annotazione e la visualizzazione delle strutture drammatiche e musicali, e di studiarne le relazioni reciproche. L’articolo introduce l’ontologia, gli strumenti di annotazione e visualizzazione delle strutture drammatiche e musicali, e verifica la conformità fra i principi fondamentali del dramma modellati nel programma informatico e quelli adottati nella teoria e nell’analisi della drammaturgia musicale. Esamina inoltre le peculiarità della rappresentazione delle strutture melodrammatiche offerta e le caratteristiche fondamentali dell’applicazione di <em>Drammar</em> per la didattica del teatro musicale.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Giacomo Albert https://musicadocta.unibo.it/article/view/13974 Canzone e didattica della lingua inglese: una proposta interdisciplinare 2021-12-08T17:53:54+01:00 Giovanni Vacca musicadocta@unibo.it <p>Pur essendo ormai da anni utilizzata nella didattica per l’insegnamento della lingua inglese, la <em>popular song</em> viene ancora considerata come uno strumento più che altro ‘seduttivo’ e di ausilio prevalentemente grammaticale. Il saggio rovescia questa impostazione partendo da una riflessione sui rapporti tra musica e linguaggio e spostando l’attenzione sugli aspetti fonetici e fonologici della canzone. Al centro della riflessione è la voce e l’uso che se ne può fare nella lingua e nella musica (e quindi nel canto). Viene anzitutto evidenziato come l’apprendimento di una lingua, in cui la dimensione orale è ormai sempre più considerata prioritaria, implichi per molti versi un processo analogo a quello richiesto dall’apprendimento del canto, vale a dire rendere discreti dei suoni sia in ascolto che in riproduzione. Ricorrendo al metodo Kodály e lavorando sulla fonetica è possibile ipotizzare dunque una didattica che proceda parallelamente nell’insegnamento della lingua inglese e della musica. Lo strumento privilegiato di lavoro risulterà essere, per le sue caratteristiche specifiche, la <em>folk song</em> angloamericana: calata pienamente nei contesti locali e perfettamente intellegibile in quanto non sopraffatta da arrangiamenti invasivi come accade per la maggior parte delle canzoni popular, la canzone, così intesa, diventerà sia veicolo di avvicinamento alla cultura ‘profonda’ del mondo anglosassone, laddove la canzone <em>popular</em> è sempre più espressione di una cultura globale, sia gioco di suoni, risultando allora ideale anche per la pratica di quella <em>fluency</em> che è il vero e proprio discrimine per accedere a livelli linguistici avanzati. L’obiettivo è allora quello di far maturare la capacità di decodificare e riprodurre i suoni, sia linguistici che musicali, nell’intento di creare un’attitudine che si possa poi trasferire, dalla fonetica della lingua inglese e dalla musica tonale e temperata in cui si colloca il metodo Kodály, anche ad altre lingue e a musiche basate su altri sistemi di intonazione.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Giovanni Vacca https://musicadocta.unibo.it/article/view/13987 Suoni del silenzio: un percorso interdisciplinare nelle scuole secondarie di primo grado 2021-12-08T22:33:40+01:00 Carlo Bianchi musicadocta@unibo.it <p>L’articolo descrive un percorso didattico condotto nel corso dell’a. s. 2017-2018 nella Scuola media ‘G. Marconi’ – I. C. Centro 2 di Brescia. La didattica dell’ascolto si sposava all’esigenza di gestire un fenomeno problematico e avvertito da docenti di ogni disciplina: la natura sovente indisciplinata delle classi, specialmente a partire dalla scolarità secondaria di primo grado, quando gli alunni devono affrontare il superamento della fase infantile e l’ingresso nella prima adolescenza. Un laboratorio incentrato sul provocatorio <em>4’33’’</em> di John Cage e sulla canzone <em>The Sound of Silence</em> del duo Simon &amp; Garfunkel ha inteso adottare la categoria del silenzio, con le sue varie declinazioni, come strumento di disciplina, eleggendolo a momento di interesse e attenzione per un’educazione all’ascolto tanto in senso umano, quanto musicale.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Enrico De Stavola; Carlo Bianchi https://musicadocta.unibo.it/article/view/13988 L’Andante della Sinfonia K 22 di Mozart: un percorso didattico di analisi auditiva, trascrizione e formazione teorico-musicale 2021-12-08T22:42:19+01:00 Stefano Melis musicadocta@unibo.it <p>Il percorso didattico – incentrato sull’Andante della Sinfonia K 22 di W. A. Mozart – consiste in un complesso integrato di attività di ascolto analitico, trascrizione, lettura della partitura e formazione teorico-musicale. Esso è rivolto a studenti di Teoria, analisi e composizione dei licei musicali, nonché a quelli di analoghe discipline insegnate nei conservatori di musica e nei corsi universitari d’indirizzo musicologico. Escludendo alcune parti di approfondimento analitico, le attività proposte possono comunque esser svolte, con opportuni accorgimenti semplificatori, anche in contesti formativi non specialistici, tanto nelle scuole secondarie di secondo grado, quanto nelle università. Il percorso si basa essenzialmente su un precipuo modello di didattica dell’ascolto, il cui principale obiettivo è condurre gli studenti alla comprensione del brano esaminato, focalizzando l’attenzione sui diversi aspetti della costruzione musicale messi via via in evidenza, per poterne cogliere le caratteristiche morfologiche, funzionali ed espressive nella dinamica dello svolgimento temporale. L’analisi mira soprattutto a indagare gli aspetti processuali, energetici e funzionali che riguardano lo svolgersi delle strutture musicali nel tempo, la loro tensione verso mete intermedie e finali, il loro articolarsi in modi sempre mutevoli e spesso imprevedibili. Sul piano metodologico, l’intento di creare un contesto d’apprendimento ‘laboratoriale’ è perseguito attraverso l’adozione di opportune strategie didattiche che sviluppano il pensiero investigativo e l’attitudine alla ricerca.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Stefano Melis https://musicadocta.unibo.it/article/view/13990 ’Rinaldo’: l’opera di Händel alla scuola primaria 2021-12-08T22:51:41+01:00 Matteo Giannelli musicadocta@unibo.it <p>Il percorso è rivolto alle classi quarte e quinte della Scuola primaria e introduce gli studenti a diversi elementi basilari del dramma per musica settecentesco. Attraverso le scene VI e VII dell’atto I del <em>Rinaldo</em> (1711) di Händel vengono affrontate le diverse modalità di rappresentazione in musica dei sentimenti, la differenza tra recitativo e aria, l’impiego di formule musicali descrittive o naturalistiche e la forma dell’aria col da capo. Le attività proposte prevedono anche la lettura del testo poetico dell’opera, favorendo l’approccio sia al linguaggio utilizzato nei libretti sia alle norme che regolano la versificazione. A conclusione del percorso vengono suggerite attività di verifica e possibili sviluppi interdisciplinari.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Matteo Giannelli https://musicadocta.unibo.it/article/view/13978 N. ANDREUCCETTI, A due voci. L’interazione dialogante nella educazione musicale del Rinascimento 2021-12-08T20:51:47+01:00 Paolo Gozza musicadocta@unibo.it <p>La recensione discute il modello storiografico che è alla base della proposta del libro di declinare storicamente il discorso pedagogico-musicale, avvicinando la letteratura didattica rinascimentale del canto a due voci alla pedagogia musicale d’oggigiorno.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Paolo Gozza https://musicadocta.unibo.it/article/view/13979 N. BARAGWANATH, The Solfeggio Tradition: A Forgotten Art of Melody in the Long Eighteenth Century; R. CAFIERO, La didattica del partimento. Studi di storia delle teorie musicali 2021-12-08T21:38:56+01:00 Giorgio Sanguinetti musicadocta@unibo.it <p>Questi due lavori contribuiscono a gettare luce su un campo sempre più indagato negli ultimi decenni: quello della pedagogia musicale a Napoli nel Settecento. Il volume di Cafiero raccoglie una silloge dei suoi lavori, di carattere prevalentemente storico, scritti in circa tre decenni di ricerche e che hanno costituito il punto di partenza per l’attuale riscoperta della teoria napoletana. Il volume di Baragwanath va a completare il terzo, e finora più trascurato, pilastro della teoria settecentesca napoletana: il solfeggio (gli altri sono il partimento e il contrappunto) ricostruendo una complessa prassi che dalla solmisazione esacordale porta fino alle elaborate diminuzioni create dai castrati sulla notazione delle arie d’opera.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 G. Sanguinetti https://musicadocta.unibo.it/article/view/13980 Simmetrie fra Matematica e Musica, a cura di F. Favali e M. Mannone 2021-12-08T21:51:21+01:00 Marco Uvietta musicadocta@unibo.it <p>Attraverso una selezione di saggi, il volume offre una panoramica sulle simmetrie in musica studiate in una prospettiva matematica e fisica. L’idea di tradurre dall’inglese all’italiano nove saggi su questo tema può essere interpretata come meritevole tentativo di renderli immediatamente fruibili al di fuori dell’ambiente scientifico. La prima sezione, ‘Prospettive musicologiche‘, è di carattere ‘umanistico’ e propone diverse letture della storia della musica attraverso il filtro di altrettante accezioni del concetto di simmetria; la seconda, ‘Prospettive matematiche e fisiche‘, ha un approccio specificamente scientifico ed elabora sostanzialmente modelli di rappresentazione e visualizzazione dei principi impliciti nelle strutture musicali oppure analizza le proprietà fisico-acustiche dell’oggetto sonoro, evidenziando in modo più o meno esplicito fattori di simmetria.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Marco Uvietta https://musicadocta.unibo.it/article/view/13981 J. SNODGRASS, Teaching Music Theory: New Voices and Approaches 2021-12-08T22:00:51+01:00 Matteo Giuggioli musicadocta@unibo.it <p>Il libro di Jennifer Snodgrass, qui recensito, si concentra sull’insegnamento della teoria musicale nella prima fase della formazione universitaria dello studente statunitense che sceglie il percorso degli studi musicali avanzati. La disciplina che, in chiave pedagogico-didattica, è l’oggetto d’indagine del libro è intesa secondo la declinazione che questa assume nel contesto educativo anglosassone e più specificamente nordamericano, come composto di due ambiti: teoria musicale e sviluppo delle capacità d’ascolto. La presente recensione ripercorre per sommi capi i temi trattati nel libro di Snodgrass cercando di evidenziare i principali nuclei argomentativi del volume e dedicando attenzione critica soprattutto ai fondamenti teorici della riflessione scientifica sviluppata dall’autrice e alla metodologia dell’indagine sul campo da lei condotta e presentata in questa monografia.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Matteo Giuggioli https://musicadocta.unibo.it/article/view/13983 E. CONCINA, Bisogni educativi speciali e didattica della musica 2021-12-08T22:08:30+01:00 Amalia Lavinia Rizzo musicadocta@unibo.it <p>La recensione illustra gli aspetti trattati dall’autrice in relazione all’impiego l’impiego della musica quale strumento educativo in grado di favorire il benessere e lo sviluppo delle potenzialità individuali anche in presenza di bisogni educativi speciali. Il taglio scientifico del testo lo rende un valido supporto per i professionisti che necessitano di conoscere o di approfondire gli aspetti pedagogici e organizzativi che rendono tale impiego una grande opportunità per promuovere l’inclusione scolastica e sociale.&nbsp;</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Amalia Lavinia Rizzo https://musicadocta.unibo.it/article/view/13984 Music Education in Africa, a cura di E. Achieng’Akuno 2021-12-08T22:16:31+01:00 Serena Facci musicadocta@unibo.it <p>Il volume collettaneo <em>Music education in Africa</em>, curato da Emily Achieng’Akuno presenta una riflessione complessiva sugli insegnamenti musicali in Africa focalizzata sull’obiettivo di ‘Africanising the Music Classroom‘, come recita il titolo dell’Introduzione della curatrice. La riflessione sulla decolonizzazione dei curricula e delle finalità pedagogiche, avviata fin dagli anni Settanta nel continente, accomuna dunque i ventuno articoli che si articolano in contributi teorici, ricostruzioni storiche dell’esperienza educativo-musicale in alcuni paesi e proposte concrete di attività nei variegati contesti africani. Molti autori sono ispirati sia da prospettive transculturali, sia dalla definizione di ‘African musical arts‘ coniata da Meki Nzewi (tra gli autori del volume), uno dei padri della didattica musicale nigeriana, per definire l’inestricabile sintesi di danza, poesia cantata, musica strumentale e arti visive che caratterizza le performance e dunque anche il pensiero educativo a livello panafricano.</p> 2021-12-20T00:00:00+01:00 Copyright (c) 2021 Serena Facci