Comporre il diverso: l'idea di 'società' nell'insegnamento della composizione

Giovanni Guanti

Abstract


La problematica aspirazione a un’arte, e in particolar modo a una musica, universale è pari a quella della prospettiva che le configura come oasi di protezione e conservazione per antonomasia delle singolarità culturali. L’universalismo cosmopolita illuminista, prima, poi gli esasperati nazionalismi ottocenteschi, hanno segnato profondamente la cultura europea fin nelle più capillari declinazioni della didattica musicale. Oggi non si può certo più insegnare a comporre nello stile francese, tedesco o italiano, come pur si faceva sino alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale; si possono, e si devono, invece, valorizzare i tratti salienti del “sapere musicale europeo”, che fu e che rimane omogeneo e unitario nelle basilari strutture linguistiche a dispetto di qualsiasi artificiosa enfatizzazione delle sue interne differenziazioni e articolazioni locali


Parole chiave


composizione musicale; didattica musicale; identità culturale europea; nazionalismo in musica; Classicismo; World-Music

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DOI: 10.6092/issn.2039-9715/4020

Copyright (c) 2013 Giovanni Guanti

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